Calcio - Serie A

Sneijder: "Amo l'Inter, però... Soltanto Dio sa se resterò"

MILANO, 12 giugno 2011 - Vita da star. Per Yolanthe, però. "Oggi mi hanno chiesto tre volte di fare una foto. Bene. Un successo". Wesley Sneijder ride. A Los Angeles è più nota la moglie, che lavora in California da qualche settimana e si tratterrà a lungo perché le richieste non mancano. Wesley allora si gode le vacanze e un relativo anonimato, perché è pur sempre un vicecampione del mondo e non passa del tutto inosservato. Soprattutto quando, come è successo qualche giorno fa, va allo stadio a vedere la partita del Galaxy. Foto con la famiglia Beckham, interviste di Espn, battute scherzose. "Verrò a giocare qui". Per fortuna Soren Lerby, il suo procuratore, è lontano migliaia di chilometri: la settimana prossima sarà a Milano per discutere con il direttore tecnico nerazzurro Marco Branca il futuro del suo assistito. La cosa buffa è che gli interessi di immagine e commerciali degli Sneijder, moglie e marito, sono curati dalla Creative Artist Agency che ha molti clienti a Hollywood. Nulla di strano, se non fosse che il presidente della divisione Europa è Peter Kenyon, ex manager del Chelsea, il primo dell'era Abramovich. Buffa la vita, appunto.